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Opinioni a Confronto

l'AlterBlog

Domenica 17 Aprile vai a Votare Sì e fermerai le trivelle

aprile 11th, 2016

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Io il 17 aprile 2016 andrò a votare e voterò , qualcuno magari starà dicendo: “ e cosa ce ne frega di quello che farai tu il 17 aprile” ma ci tengo a dire la mia. Innanzitutto io vado a votare perché non farlo, significherebbe venir meno a un dovere civico, e non mi piace, e poi sono stato abituato, da sempre, a non scansare i problemi ma affrontarli di petto e mi sono assunto sempre le mie responsabilità. Da quando ho acquisito il diritto al voto, sono sempre andato a votare con la mia testa non ho mai ascoltato chicchessia e non ci sarà mai un politico che mi convincerà a non andare a votare. Mi dispiace molto leggere commenti di amici che sui social networks continuino a ripetere che il desiderio di chi si è schierato per il Sì sia quello di sfruttare il referendum sulle trivelle per fare cadere il Governo Renzi e per assestare un duro colpo al PD anche perché molti deputati e iscritti al PD andranno a votare e voteranno Sì. Possibile che si siano rimbecilliti tutti? Io voto Sì anche perché, secondo me, il Presidente del Consiglio in carica stia scegliendo una strategia energetica errata che oltre a far danni a pezzi importanti di economia, in generale nel Sud, stia remando contro rispetto agli accordi sottoscritti a Parigi anche dall’Italia nella Conferenza internazionale sul clima. Non può permettersi di mostrare a Parigi una faccia e in Italia un’altra, non è serietà questa. Sono convinto che il Sud abbia tanti altri problemi da risolvere ma non possiamo permetterci di aggiungerne altri solo perché la destra o i 5s si siano schierati per il Sì. Smettiamola di profetizzare sfracelli storici in tema d’investimenti stranieri in Italia e di perdita di posti di lavoro. Gli investimenti stranieri in Italia nel settore petrolifero non sono mai stati tanto elevati così come i posti di lavoro. L’altra sera una deputata PD sosteneva che non sarebbe andata a votare perché con i soldi spesi per il referendum, si potevano fare ben altre cose ma perché non le hanno fatte? E poi ormai il referendum è stato istituito. L’Italia tutta, ma specialmente il Sud, ha bisogno non di pozzi petroliferi, ma d’investimenti (pensate alle ferrovie, alle autostrade, alle fognature con relativi depuratori, ai condotti di acqua e di elettricità) per lo sviluppo del turismo e dell’agricoltura e per risolvere la crisi della pesca. Cara signora Deputata Noi lo sappiamo siete voi politici che non lo sapete! Sappiamo pure che anche se al referendum vince il Sì, le attività di ricerca e di estrazione in corso d’idrocarburi comunque resteranno, non più fino alla “durata della vita utile del giacimento” ma solo fino alla scadenza delle concessioni. Non ci dimentichiamo Noi! Noi siamo la Gente non siamo politici. INVITO TUTTI QUELLI CHE LEGGERANNO AD ANDARE A VOTARE DOMENICA PROSSIMA 17 APRILE E VOTARE

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Squilla il telefono, chi sarà? SCOCCIATORI!!!

marzo 10th, 2016

telefono

Ieri ho ricevuto, durante la giornata, 10 (dieci) telefonate indesiderate di operatori commerciali e agenzie di pubblicità e soltanto 2 (due) telefonate di amici o parenti. Queste telefonate non appestano soltanto il telefono fisso ma anche, di recente, i telefoni cellulari. Da un mese mi sono iscritto al fantomatico “Registro delle opposizioni” previsto dal D.P.R. n. 178/2010 è disatteso da quasi tutti i gestori di call center adibiti al telemarketing. La legge prevede, infatti, l’obbligo teorico a chi fa telemarketing, ossia a chi usa il telefono per promuovere servizi e prodotti commerciali, di comunicare i numeri che intendono chiamare a questo registro delle opposizioni. In teoria quindi chi s’iscrive al registro delle opposizioni non dovrebbe essere mai chiamato dalle agenzie, dai call center e dalle aziende oneste che chiedono l’autorizzazione. In teoria chi non rispetta il registro delle opposizioni va contro la legge e dovrebbe ricevere sanzioni, soprattutto se telefona con il numero coperto da anonimato che è sempre illegale. Di fatto, però, l’utente non è per niente tutelato e deve arrabattarsi e ingegnarsi con risposte varie oppure scegliere di non rispondere a numeri non considerati conosciuti. In sostanza, è un martellamento che mi porta a non rispondere ad alcun numero sconosciuto che non ho in rubrica, col rischio però di perdere telefonate da vecchi amici di cui non ho il numero o da persone che mi cercano per motivi seri. Non se ne può più! Fermateli!

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i delinquenti imbecilli sono sempre dietro la porta

febbraio 6th, 2016

mennekenSono passati nove anni da quando hai impiantato un sito web e sei anni da quando hai aggiunto questo blog. Qualche articolo è piaciuto qualche altro no qualche commento c’è stato direttamente sul blog altri commenti li abbiamo discussi su facebook. Fortunatamente la piattaforma di Altervista con cui gestisco sia il sito sia il blog non espone i commenti o altre eventuali inserzioni se non sono accettate dal sottoscritto e meno male. Vi chiederete perché, perché la mamma degli imbecilli è sempre incinta e i delinquenti imbecilli sono sempre dietro la porta. Nel corso di questi nove anni ho avuto vari riscontri favorevoli e piacevoli come la realizzazione di un libro con il settore “Pesci e Sistemi di pesca” e un altro con il settore “Ricette” concretizzati da un visitatore romano e la collaborazione con la Proàgo s.r.l. nell’ambito del progetto Azioni di valorizzazione e promozione dei prodotti ittici per lo sviluppo di nuovi mercati e l’informazione “M.ITTI.CO!” il cui prodotto è stato “L’Atlante del Pesce Azzurro del Basso Adriatico e dello Ionio”. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Puglia, in attuazione del Regolamento CE n. 1198/2006, Programma Fondo Europeo per la Pesca 2007-2013 – Misura 3.4”Sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori”. Ho collaborato con una Biologa Belga per delucidazioni e ragguagli sul “gambero rosa” del Mediterraneo. Sono stato ospite presso l’Istituto Comprensivo “L. Pirandello” di Mazara del Vallo, dove la Prof.ssa Vita Valenti, nell’ambito delle ore dedicate al recupero delle tradizioni e della storia locale, ha utilizzato qualcuno dei miei racconti che nel mio sito si trovano nel link “Ti vogghiu cuntari…. Piccole storie di pesca e pescatori”. Molto belle sono state le discussioni con opinioni diverse in un clima di sana discussione. Da un po’ sono infastidito e demoralizzato per commenti o inserzioni quanto meno sgradevoli di alcuni “soloni” e allora ho diradato le mie inserzioni. Da ultimo infine sono rimasto disgustato dall’azione di quei disonesti e delinquenti imbecilli, di cui parlavo all’inizio, che si sono permessi di duplicare il mio account di facebook aggiungendo video con fotomontaggi hard con la mia identità pubblicandoli anche su Youtube. Ho segnalato subito l’accaduto alle testate e spero che i tecnici siano riusciti ad eliminarli in modo definitivo. Nel frattempo ho presentato regolare denuncia alle forze dell’ordine, ho cambiato il mio account e tutte le password. Perciò cari amici mi troverete su facebook, per qualche mese, con il mio “antico” soprannome di quando davo calci ad un pallone. Ad Maiora

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C’era una volta il Porto di Mazara del Vallo

luglio 16th, 2015

Porto1 C’era una volta il Porto e c’era una Città: Mazara del Vallo, primo porto peschereccio d’Italia, con la sua storia millenaria di pesca ed attività commerciali già emporio di Selinunte, colonia Greca fondata nel 650 a.C., che dal 2007, con alterne circostanze, a causa della mancanza d’illuminazione ha un porto che rimane chiuso. E’ successo ancora l’altra notte che un peschereccio, al rientro in porto per un’avaria, è dovuto rimanere in rada per ubbidire ad un’ordinanza che l’ex Comandante della stessa Capitaneria, Accetta, ne aveva predisposto la chiusura nelle ore notturne proprio a causa della mancanza di illuminazione. Che cosa impedisce il ripristino dell’illuminazione e la ripresa delle normali attività nelle ore notturne ai pescherecci mazaresi costretti a decidere di avvalersi della disponibilità dei porti viciniori di Marsala e Sciacca? Dov’è finito il primo porto peschereccio d’Italia? Chi sono i responsabili di questo scempio? Le Autorità locali dovrebbero smettere di incolpare sempre agli altri e devono rimboccarsi le maniche per risolvere il dilemma è molto facile rilasciare dichiarazioni assurde alla stampa. Le Associazioni di categoria (ce ne sono ben quattro!) perché non sporgono regolare denuncia scritta alle Autorità preposte? Non servono le contestazioni di singoli armatori perché una persona può essere fermata ma un movimento no (come ha ricordato di recente Don Ciotti). Bisogna allearsi per risolvere questo disagio ricorrente e inconcepibile. Mazara e la sua Marineria hanno bisogno di ritornare agli antichi splendori ne va del suo prestigio e dell’economia dell’intera Città.

 

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MATTARELLA E’ IL DODICESIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

gennaio 31st, 2015

 Evviva!!! Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica. E’ stato eletto alla quarta votazione con 665 voti (il quorum del quarto scrutinio era a 505). Mi piace, prima perché è Siciliano, poi perché è del PD e poi perché è sempre stato contrario a certe persone http://www.huffingtonpost.it/2015/01/31/buttiglione-mattarella-berlusconi_n_6584084.html anche se non è un atto di guerra di Renzi contro B. per rompere il Nazareno come ha sostenuto Marco Travaglio sull’editoriale del Fatto Quotidiano di venerdì 30 gennaio “Coniglio bianco in campo bianco” che potete leggere qui https://triskel182.wordpress.com/2015/01/30/coniglio-bianco-in-campo-bianco-marco-travaglio/. Io sono contro la guerra da sempre e non mi piace che se ne parli in occasione dell’elezione di un Presidente della Repubblica. Oggi è un giorno di festa perché sono sicuro che Sergio Mattarella è una Persona perbene e rappresenterà la vittoria degli Italiani Onesti.

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TSIPRAS HA VINTO!!!

gennaio 26th, 2015

Syriza, con il 36% dei suffragi, ha vinto le elezioni e formerà il nuovo governo greco. Ha ottenuto 149 seggi ma per creare un governo monocolore ne occorrevano 151 ora la sinistra dovrà provare a creare delle alleanze. Molto probabilmente l’intesa sarà cercata con To Potami (Il Fiume) che ha totalizzato il 6% dei consensi ottenendo 17 seggi. Oltre ad aver battuto l’ex Premier Antonio Samaras di Nuova Democrazia, Tsipras ha battuto le manovre finanziarie, il terrorismo economico, le minacce militari, la destabilizzazione interna e le campagne mediatiche basate sulle menzogne più spudorate che hanno tentato in tutti i modi di far fallire il suo Progetto. Per Tsipras la vittoria segna la fine dell’austerità in Europa, e il ritorno della dignità della Grecia. L’obiettivo principale del partito è sicuramente quello di ridiscutere i trattati UE e il debito ma a questo penso che, i vincitori, incominceranno a pensarci da domani. Oggi si godranno questa splendida giornata di vittoria e di speranza.

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Anche i Maestri piangono

ottobre 17th, 2014

travaglioNon è mia abitudine commentare quello che succede in Tv ma quello che è avvenuto ieri sera va raccontato a chi non l’avesse visto a tal punto che, il maestrino, ha preso due pappine e se n’è andato. Per chiarire, mi riferisco alla scenetta di ieri sera fra Travaglio e Burlando, dove il giornalista non perde l’occasione per pretendere dal conduttore, Santoro, di poter parlare liberamente quando, dopo la sua arringa in studio, l’accusato Burlando chiede la parola per difendersi. Il giornalista aveva continuato a prevaricarlo e interromperlo continuamente impedendogli, di fatto, di esprimere qualsiasi concetto. A questo punto Michele Santoro, vuole che Burlando replichi e arresta l’intervento di Travaglio dicendo di preferire il dialogo agli insulti a causa di ciò Travaglio decide di alzarsi dalla sua poltrona e di abbandonare lo studio. Beh! Devo dire che l’erede, così definito spesso, di Montanelli ieri sera ci ha fatto rimpiangere il Maestro ed il suo aplomb. Travaglio, non è la prima volta, che assume certi atteggiamenti, e senza offesa, ha fatto rimpiangere ieri sera, perfino Gasparri che, almeno, è più originale nel suo stile.

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Cambiare per Cambiare. Si può

maggio 21st, 2014

 

CIAPPEQuando negli anni ottanta arrivarono in televisione i primi talk show, il Maurizio Costanzo show iniziò nel 1982 e Samarcanda nel 1986, cambiarono il modo di raccontare l’Italia e gli Italiani. Nel primo, il Maurizio Costanzo Show, i vari ospiti discutevano del tema della puntata alternando personaggi importanti dello spettacolo, della cultura e della politica italiana a gente comune. Nel secondo, Samarcanda, ha per conduttore Michele Santoro in studio mentre Sandro Ruotolo, Riccardo Iacona e altri collaboratori con servizi esterni, dove incontravano la gente comune e si discuteva di attualità politica e culturale. In seguito se ne aggiunsero altri come Milano Italia e l’Infedele. Vedevamo in tv volti nuovi, si mescolavano i vari linguaggi, i programmi erano spontanei e funzionavano molto bene. Gli ascolti sono in costante crescita e Samarcanda, portò lo share di Rai3, inizialmente del 2%, fino al 15%, mentre il programma stesso raggiunse il 30% di share medio. A modificare il varietà arrivò Porta a Porta, dove politici, esperti e personaggi televisivi si confrontano sul tema della serata. I talk show si trasformano e tutti i personaggi incominciano a sfruttare la visibilità del mezzo televisivo mettendosi a recitare la loro parte, spesso dietro lauto compenso, diventando personaggi finti. Potrei fare molti esempi di questo teatrino, come l’ho definito in un altro post di questo blog, ormai la gente l’ha capito così come ha capito che anche il pubblico presente negli studi televisivi è asservito e quando capita che qualcuno dall’esterno voglia far sentire la propria contestazione è disapprovato e messo a tacere anche tecnicamente con l’abbassamento dei microfoni e con un mugugno di fondo impercettibile ai telespettatori. Non sarebbe ora di mandare a riposo quei giornalisti, di cui alcuni già pensionati, che si avvalgono di parcelle milionarie che sognavano da dipendenti? La televisione di Stato non può più permettersi di corrispondere fondi a destra e a manca a chiunque. Oggi in tutto il mondo si diffonde sempre di più il crowdfundingche trova nel finanziamento collettivo la risorsa per iniziative di qualsiasi genere. Perché la televisione di Stato non incomincia a pensare ad un giornalismo partecipativo per promuovere l’innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere tradizionali dell’investimento finanziario? Forse perché i nostri manager super pagati ignorano il processo oppure perché è messa in pericolo la loro capacità della gestione obsoleta? Certo l’alternativa è una rivoluzione. Il futuro ormai è la Rete e sappiamo tutti come certi nuovi movimenti si autofinanziano. Ci sono delle start up innovative, garantite dalla legge 99/2013, chehanno nei loro principi fondamentali, “quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”, che possono essere molto utili all’uopo. I nostri politicanti, che hanno approvato la legge, sanno o no cosa hanno approvato? Perché non mettono in atto quanto decretato? Perché dobbiamo ancora subire il ricatto dei corruttori dell’Expo di Milano 2015? Cambiare è possibile ma forse qualcuno non vuole mutamenti e tenere le chiappe attaccate al cadreghino del suo piccolo potere.

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C’era una volta il 1° Maggio… Festa del lavoro!

maggio 1st, 2014

 

primomaggioC’era una volta il 1° Maggio, c’era una volta la Sinistra Italiana e c’era la Festa del Lavoro era il 1968. La Sinistra ricordava l’impegno del movimento sindacale, i traguardi raggiunti dalle lavoratrici e dai lavoratori in campo economico e sociale. Ho indicato l’anno 1968 perché, per me, è stato un anno particolare, era il mio primo maggio da tesserato in un partito politico il Psiup e con Rolando Certa, Nino Vinci e Pino Messina giravamo per le vie Mazara del Vallo a distribuire “Mondo Nuovo” il giornale del Partito fronteggiandoci amichevolmente con i compagni del Pci che distribuivano “L’Unità”. Era finita la manifestazione in Piazza Mokarta e in Città c’era un clima di festa, era una giornata di partecipazione per far valere i propri diritti, ma subito dopo era una corsa per andare a comprare le sarde e cercare uno spiazzo per grigliarle, il boschetto ad Antalbo era una delle mete preferite del popolo della Sinistra. Le ragazze usavano agghindarsi con le margherite gialle selvatiche che crescevano in ogni angolo della campagna siciliana regalando corone di fiori ai loro innamorati imitando le ragazze hawaiane. Adesso cosa rimane di tutto ciò? La totale assenza di iniziative pubbliche di un certo respiro da parte dei partiti che hanno ereditato il patrimonio della sinistra italiana che ormai non menziona più il passato. Il “nuovismo” si ratifica tramite il richiamo demagogico al giovanilismo e alla contestazione del “sistema”, liquidato come qualcosa di vecchio e superato, il sindacato ci offre un concerto a Roma ormai diventato obsoleto, la Fiom organizza qualche sparuta manifestazione ed a Mazara sono rimaste solo le grigliate di pesce nelle seconde case. Negli anni sessanta c’erano gli operai Italiani poco istruiti ma che conoscevano a memoria i loro diritti e doveri oggi siamo tutti istruiti, usiamo internet ma non sappiamo più nulla di ciò che ci appartiene per diritto e i centri commerciali sono tutti aperti. Viva il 1° Maggio ex Festa del lavoro!

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“chi non ha reddito vuol dire che non ha combinato nulla nella vita”

aprile 24th, 2014

 

tatuaggiomoraniCon questa frase pronunciata, non da una persona qualsiasi, ma dalla responsabile Giustizia del PD, in una trasmissione televisiva, penso che si sia raggiunto il livello inferiore più basso. Queste persone, che vivono in altre dimensioni, non sanno e non gliene frega nulla dei problemi della gente comune. Non voglio fare l’elenco dei milioni di persone costretti a vivere con quattro soldi e che spesso troviamo nelle mense della Caritas ma m’interessa puntualizzare dove siano finiti la solidarietà e l’umanità che sono alla base del Partito, rappresentato da cotanta deputata con laurea ad Urbino (altro che Bocconi!), e che invito a leggersi il “Documento programmatico del PD – Documento finale”  dove si mette in risaltola centralità di ogni essere umano porta con sé il riconoscimento del suo diritto fondamentale alla libertà e ad un uguale trattamento: diritto ad un eguale trattamento il quale, se per un verso ha come corollario la restituzione della pari possibilità di essere libero, a chi ne è impedito da svantaggi di carattere economico e sociale o di genere di cui non rechi responsabilità, si traduce altresì nel diritto ad un uguale rispetto delle singolarità e differenze di ciascuna persona e collettività pur minoritaria” (cit.). Da sostenitore, non accetto dai nostri eletti l’arroganza né la mancanza di umanità né l’ignoranza dei fondamenti del programma e dell‘ideologia del Partito Democratico. Anzi, li detesto.

 

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