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Opinioni a Confronto

l'AlterBlog

IL LAVORO CHE NON C’E’

marzo 16th, 2010

quarto statoIn questi giorni televisioni e giornali non fanno altro che parlare di liste non ammesse al voto amministrativo, di ricorsi, di par condicio, di talk show bloccati, di scandali G8 ed escort, di polemiche inutili che non interessano nessuno se non gli addetti ai lavori di gente con il culo nel burro che alla fine del mese si porta a casa da quindici a trenta milioni di euro.  Nessuno parla di lavoro, quel lavoro che non c’è, di disoccupati, di aziende che chiudono e di morti sul lavoro o per il lavoro. Da una notizia ansa delle ore 10.41 di oggi apprendo la morte di un uomo di 59 anni, trovato suicida, in casa a Pianura (Napoli) a causa della sua precarietà lavorativa. Era un meccanico e aveva eseguito l’ultima riparazione, un paio di settimane fa. Nel mese di febbraio è morto per il lavoro che non c’è, un operaio di 36 anni a Zingonia, in provincia di Bergamo nella zona di mia residenza. Si è dato fuoco un sabato mattina. Ha raggiunto in auto la zona industriale di Brembate Sotto, è sceso, si è cosparso gli abiti di benzina ed ha acceso l’accendino. E le televisioni cosa hanno fatto? Le televisioni nazionali non ne hanno parlato perché erano indaffarati con liste non ammesse al voto amministrativo, con ricorsi, con par condicio, con talk show bloccati. Solo quelle locali hanno comunicato la notizia. Le morti per disperazione, per la mancanza di un lavoro non fanno audience, non interessano i nostri politici. I drammatici dati dell’Istat, della Confindustria, dell’Inps, della Cgil ci informano sull’aumento della disoccupazione. E le televisioni nazionali cosa fanno? Continuano a proporci liste non ammesse al voto amministrativo, ricorsi, par condicio, talk show bloccati, scandali G8 ed escort. L’articolo uno della Costituzione Italiana così recita “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…”.  La Repubblica Italiana non è fondata sulla libertà, come ad esempio la Costituzione americana, o sulla fratellanza, l’uguaglianza, la giustizia, il perseguimento della felicità; no, è fondata sul lavoro. Con il lavoro, i nostri padri costituzionali, hanno voluto mettere in risalto il valore di Libertà. E’ con il lavoro che una persona percepisce il salario che gli consentirà di godere della libertà di stare in società, della libertà di poter votare liberamente, della libertà di non dipendere dalle stupidaggini che i nostri politici ci inculcano e che le televisioni ci propinano ogni giorno di più. Quanti sono i politici cui interessa veramente desiderare un lavoro per tutti? Io, ne conosco pochi.

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