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Opinioni a Confronto

l'AlterBlog

La secessione è cominciata?

aprile 2nd, 2010

pillolaL’art. 4 della Legge 194 specifica: “Per l’interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell’articolo 2, lettera a), della legge 29 luglio 1975 numero 405, o a una struttura socio-sanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia.” Nulla vieta di adeguarsi alle nuove scoperte scientifiche e annoverare, pertanto, la Ru486 tra i metodi legali di interruzione della gravidanza. La 194 è una legge dello Stato dal 1978 e fu confermata con il referendum che nel 1981 legalizza l’aborto, a certe condizioni, e vale fino a decisione contraria del parlamento italiano. Da ieri la pillola abortiva RU486, con delibera del Parlamento, può essere distribuita in Italia su richiesta delle farmacie degli ospedali, e somministrata negli ospedali stessi o con un ricovero di tre giorni della paziente che ne richiede l’uso o in day hospital: spetta alle Regioni decidere, solo, fra queste due opzioni. I due nuovi governatori, leghisti, del Piemonte Cota e del Veneto Zaia, non ancora insediatisi, fanno muro contro la pillola Ru486 dichiarando che non sarà distribuita negli ospedali Piemontesi e Veneti. Sono lontani i tempi dei battesimi pagani al Dio Po, i matrimoni celtici e gli anatemi del loro Capo contro la Chiesa quando si esprimeva così: Il Papa polacco ha investito nel potere temporale, nello Ior e nei Marcinkus. Ha investito nella politica dimenticando il suo magistero di spiritualità e di evangelizzazione. […] I vescovoni sono stati arruolati nell’esercito di Franceschiello, l’esercito del partito-Stato. Il caporale in testa è Massimo D’Alema, lo seguono in seconda fila i vescovoni sulla giumenta, dietro ci sono gli stipendiati del sindacato e a debita distanza el conductor Berluscons, a testa bassa con gli occhiali scuri, agganciato alla mangiatoia del nazionalsocialismo. […] Altrimenti, come già accade nel bergamasco, i fedeli andranno in parrocchia con il fazzoletto verde e si alzeranno se solo sentiranno pronunciare certi sermoni. Urleranno: va’ a da’ via ol cul’. Si faranno seppellire avvolti nelle bandiere della Lega e se rinasceranno, se mai rinasceranno, saranno padani. Non possiamo continuare ad accettare una chiesa romano centrica. Il nazional clericalismo è diventato una delle bretelle che reggono il sistema centralista”. (Fonte: Corriere della Sera del 17/08/1997). I tempi sono, davvero,  cambiati i leghisti sono diventati Cattolici, visto la presa di posizione della Chiesa sull’aborto, e Berlusconi è il loro alleato principe. In un colloquio, con Repubblica, il ministro della Salute Ferruccio Fazio invita tutte le Regioni “ad attenersi alle indicazioni del Consiglio superiore di sanità che prevedono nel rispetto della legge 194 che la pillola Ru486 venga data in ricovero ordinario fino all’avvenuto aborto. C’è una legge, se la leggano. E anche se sembra ovvio dirlo, tutte le leggi vanno rispettate”. Io, lascio la parola a una donna il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, intervistata da Repubblica: «Se esiste un metodo meno invasivo per abortire questo non deve essere proibito dal nostro Paese. Dunque sì alla pillola ma tra le pareti di un ospedale». «Ricordo a Cota e Zaia che la campagna elettorale è finita», «Come donna e madre – afferma il ministro – credo sarebbe ingiusto impedire l’accesso ad un intervento non cruento» «Si può avere un’idea personale – aggiunge – ma quando si assumono ruoli di governo bisogna rispettare la legge e nessuna Regione può pensare di poter proibire ciò che è concesso e regolato dalla 194, che è una legge nazionale, mai abrogata». Come finirà? Secessione subito o si farà un nuovo decreto interpretativo?………………

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