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Opinioni a Confronto

l'AlterBlog

PROCESSO O PRESCRIZIONE BREVE?

aprile 16th, 2011

leggeuguale Mercoledì 13 aprile la Camera ha approvato il cosiddetto processo breve definito ufficialmente come “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi”. I promotori del ddl hanno voluto garantire ai cittadini l’estinzione di un processo che si sia protratto troppo a lungo, senza arrivare a sentenza, favorendo così una maggiore rapidità dei processi. Di fatto, quindi, la legge in questione non modifica la durata dei processi bensì il periodo della prescrizione accorciandolo. Senza voler entrare nel merito del perché si sia voluta approvare con urgenza questa legge né per quale il motivo debba essere considerata retroattiva, voglio esaminare l’iter dei processi e verificare perché il percorso non sia breve. Innanzitutto che cosa dice la legge?

Un processo che preveda pene non superiori ai dieci anni è dichiarato estinto dopo che sono trascorsi due anni senza che si sia compiuto ciascun grado di giudizio. I termini sono diversi:

– 3 anni dall’azione penale del pubblico ministero, se in primo grado
– 2 anni per il giudizio nel processo d’appello
– un anno e sei mesi per la Cassazione

Invece, per crimini con pene superiori ai dieci anni, ma con l’esclusione dei reati di mafia e terrorismo, i tempi limiti sono di:

– 4 anni per il processo di primo grado.
– 2 anni per l’appello
– un anno e sei mesi per la Cassazione

Per accuse concernenti reati di mafia e terrorismo, invece:

– 5 anni per il processo di primo grado.
– 3 anni per l’appello
– 2 per la Cassazione

Poi esistono le eccezioni, che non sto qui ad analizzare, ma mi chiedo e Vi chiedo come mai in questi termini i processi non si celebrano? O non abbiano termine?

Questa è una legge incostituzionale.  L’articolo 3 della costituzione dice: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Essere incensurato è una condizione personale e sociale, per cui non può esistere una legge del genere.

Per prima cosa bisogna eliminare la prescrizione perché chi commette un reato, deve essere sottoposto a processo sempre. La validità e l’applicazione della legge dovrebbero entrare in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Per garanzia di tutti, secondo me, è giusto lasciare i tre gradi di processo ma allora cosa bisogna fare? Piccole e semplici variazioni. Innanzitutto bisogna accorciare i tempi per giudicare, è necessario moltiplicare le udienze in minor tempo. Necessita ridurre il lavoro, per i magistrati, a casa (adesso il lavoro in tribunale rappresenta in percentuale il 20% del totale), diminuire anche il loro periodo di ferie (ne hanno 45 giorni) portandolo a 32 giorni lavorativi cosi come tutti i pubblici dipendenti. Riorganizzare gli uffici con soppressione di tantissime sedi minime, che vanno in stallo per nulla, e allargare il numero di cancellieri e impiegati (offrendo anche qualche posto in più ai giovani disoccupati). Dotare gli uffici di congruo materiale di consumo, dargli più mezzi, prevedere più locali e operare un’informatizzazione completa. Infine aumentare il numero dei magistrati. Qualora una sede sia oberata di lavoro, prevedere spostamenti provvisori di personale o assumere personale a tempo determinato. Solo in questo modo si può stare nei tempi. Non credo che ciò comporti maggiori spese poiché la celerità porterà ad un risparmio in ogni senso. Mi direte forse che il mio pensiero sia utopistico. Perché? Forse perché la politica non lo vuole? Oppure perché si vanno a intaccare grandi privilegi di una casta? Solo accorciando i tempi tecnici, il processo può diventare, veramente, BREVE. Ho scoperto l’acqua calda?

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